Consigli per la nanna…

Consigli per la nanna…

Oggi vorrei consigliarvi un libro scritto da Grazia Honegger una pedagogista allieva di Maria Montessori. Come ho più volte scritto non sono un’amante della tecnologia quindi mi permetto di consigliarvi il testo cartaceo perché personalmente credo che sfogliare le pagine dia il tempo di assaporare le parole e assimilare le idee con un ritmo e una modalità più relazionale rispetto all’e-book … ma, come dicevo, è solo una mia impressione.
Il libro si intitola “Facciamo la Nanna” e la Honegger vi espone un metodo “dolce” basato sul rispetto dei ritmi naturali del bambino, sull’importanza di consolarlo quando piange ma allo stesso tempo sulla necessità di stabilire in modo risoluto dei limiti e lo fa in una sorta di decalogo …


1 Segui il ritmo del neonato abituandolo poco per volta al giusto ritmo sonno/notte -veglia/giorno

Il ritmo sonno/veglia del neonato secondo la Honegger è influenzato dall’ora della nascita. Se un bimbo nasce di mattina troverà naturale dormire per gran parte della giornata risvegliandosi di tanto e intanto per mangiare. Se invece nasce di notte il riposo potrà durare fino alla mattina.
Nel primo caso il bambino avrà bisogno di un tempo più lungo per abituarsi a dormire di notte, bisognerà pian piano slittare gli orari della pappa, del bagnetto e del riposino ed educarlo a dormire di notte, senza cambiamenti bruschi che rischiano di innervosirlo ed essere controproducenti.

2 Non iperstimolarlo durante il giorno

Grazia Honegger sostiene che “la notte riflette molto il giorno”. Se un bimbo è iperstimolato durante il giorno farà più fatica ad addormentarsi. Un neonato ha bisogno di passare del tempo con se stesso, sperimentarsi e conoscersi attraverso i movimenti della sua manina che si apre e si chiude, attraverso l’ascolto della propria voce attraverso il silenzio rassicurante della propria cameretta. Invece capita che i bimbi fin da piccoli siano sollecitati in mille modi: il nido, i nonni, gli spostamenti in auto in città, gli adulti che parlano troppo o che li stimolano con giochi spesso inadeguati … col solo risultato di agitarlo.

3 Creare un rituale della nanna sempre uguale

Al bambino piacciono le abitudini perché è un piccolo essere umano a cui le regole e la ripetitività di alcune azioni danno sicurezza e tranquillità. Il rituale della nanna può iniziare con un bel bagnetto caldo di almeno 15 minuti e proseguire con una pappa leggera e niente giochi vivaci che possano eccitarlo. Quindi c’è il cambio, il pigiamino e poi il lettino dove mamma e papà lo metteranno giù cantando una ninna nanna o leggendo una storia con voce serena e suadente. Sera dopo sera il bimbo assocerà questo rituale al momento in cui deve semplicemente andare a dormire.

4 Fallo dormire vicino a te almeno fino all’anno di età

E’ meglio se lo allatti farlo dormire accanto a te in questo modo lo terrai sott’occhio nel caso di risvegli, rigurgito o altro.

5 Se vi chiama di notte, andate da lui

I risvegli sono assolutamente normali e possono durare fino ai 5 anni. I bimbi tra l’ottavo mese e i 3 anni sviluppano l’ansia da separazione, la risposta “sensibile” della mamma contribuisce a consolidare la sua fiducia in lei. Secondo la Honegger questo è un passaggio fondamentale poiché questa presenza della madre è alla base dello sviluppo del suo senso di sicurezza.
Le teorie “dure” che impongono alla mamma di far piangere il bambino fino a che non smette da solo, non aiutano a regolare il sonno, alla fine il bimbo smette di piangere non perché capisce che deve dormire ma perché sviluppa “una rassegnazione intrisa di sofferenza che costituisce una deviazione dal percorso normale stabilito dalla natura”.

6 Di giorno non tenerlo costretto sulla sdraietta

Se lo tieni troppo sulla sdraietta non avrà la possibilità di sperimentare le proprie capacità motorie. Il bambino ha bisogno di un piano su cui strusciare, gattonare, spostarsi autonomamente non di essere tenuto in uno spazio costrittivo. Si corre il rischio che, contenendo la sua vitalità di giorno, abbia poi un riposo inquieto.

7 Lascialo giocare da solo

Un adulto che gioca con un bambino lo farà secondo dei meccanismi mentali che non possono essere compatibili con quelli di un bimbo … Maria Montessori diceva: ”Le cure sono il compito dell’adulto; il gioco è il lavoro dei bambini”. L’adulto non deve intromettersi nei giochi dei piccoli, perché rischia di impoverirli.
Attraverso il gioco il bambino esplora, cresce forgiando la sua indipendenza .. .e un bambino indipendente riesce più facilmente a gestire i suoi ritmi di sonno e di veglia. Giocando di giorno “anche in solitudine” organizzando il proprio tempo e il protiro spazio, troverà più semplice restare da solo nel silenzio del suo lettino.

8 Non dargli il ciuccio appena piange

La Natura ha predisposto che il pianto del bimbo sia acuto e penetrante … deve esserlo perché fin dall’alba dell’umanità è il mezzo attraverso cui il neonato richiama l’attenzione dei genitori per esprimere un bisogno. In buona sostanza la Honegger ci dice che gli adulti debbono imparare a tollerare il loro pianto senza cercare di bloccarlo all’istante col ciuccio. Se l’adulto non è in grado di interpretare il pianto non può semplicemente metterlo a tacere ed ignorarlo.

Al contrario mamma e papà dovranno tranquillizzare il bimbo parlandogli con voce tranquilla, accarezzandolo, abbracciandolo insomma facendolo sentire amato. Inoltre, sostiene la Honegger che “con il ciuccio sempre pronto, succhiare diventa l’autoconsolazione predominante e questo fissa il piccolo su un piacere orale molto limitato e ripetitivo che va avanti negli anni anche con effetti negativi sul linguaggio” insomma il ciuccio può essere una scorciatoia per i genitori ma non è sempre un vantaggio per i bimbi.

9 Per farti ascoltare sii gentile ma risoluta

Sempre più spesso le mamme, pensando di coinvolgere i bimbi nella vita quotidiana, col risultato che agli occhi dei figli si mostrano come esseri insicuri e incapaci di decidere.
“vuoi le farfalle o preferisci le stelline? …. ma se te le cucino poi le mangi?” mi è capitato di sentirlo al supermercato la scorsa settimana. Sono rimasta basita, la mamma che agita le due confezioni di pasta davanti ai suoi occhi e il bambino seduto nel carrello che la guarda (secondo me non capendo nulla) e annuisce … come può un bambino di un anno (forse) decidere quale pasta mangiare, sceglierà forse la confezione più accattivante eh sì perché quando a casa si trova davanti ad un piatto di stelline o farfalle hanno sicuramente una forma diversa da quella che la mamma gli sta mostrando … Invece con gentilezza ma con modo risoluto sono mamma e papà che decidono che cosa mangiare o che quello è il momento di andare al letto e dormire, perché i genitori sanno cosa è bene per il loro piccolo.

Il bambino ha bisogno di una direzione certa e sicura da tenere, se un genitore è sempre titubante o cede alle sue richieste incapace di tenere il punto … diventa ai suoi occhi una figura debole e insicura di cui approfittare, sente di avere più potere del genitore cosa che paradossalmente non lo rende più forte ma al contrario spaventato e insicuro, perché sono mamma e papà che dovrebbero decidere come, dove e quando non il contrario. Non bisogna chiedere“ti va di fare la nanna?” poiché è il genitore che sa che quello è il momento di andare al letto. Il bambino deve apprendere che esiste una “ineluttabilità” delle cose che vanno semplicemente fatte ogni giorno, è questo che ne farà un bimbo sereno e centrato.

10 Se si sveglia per un brutto sogno alla mattina racconta che anche tu hai avuto un incubo

Se di notte si sveglia perché ha fatto un brutto sogno non accendere la luce e non prenderlo in braccio. Prova a stargli vicino a parlargli con voce tranquilla facendogli qualche coccola per fargli sentire il calore delle tue mani.
Magari il mattino seguente puoi raccontargli di aver fatto tu un brutto sogno, il piccolo si riconoscerà nel racconto e si tranquillizzerà ulteriormente poiché capirà che quello che ha provato succede anche alla mamma che è grande e che quindi è perfettamente normale.

Potrebbe interessare