Intervista ad Alma Giorgis, mamma e consulente del sonno infantile – parte 2 –

Intervista ad Alma Giorgis, mamma e consulente del sonno infantile – parte 2 –

Oggi abbiamo il piacere di pubblicare la seconda parte dell’intervista fatta ad Alma Giorgis fondatrice e proprietaria del sito www.dolcenanna.it. Alma è una mamma e al contempo una consulente del sonno infantile che ha deciso di condividere la sua esperienza e la sua conoscenza, dando vita ad un sito che è diventato un luogo di incontro e di confronto per tutte le mamme che hanno bisogno di consigli su un tema tanto delicato come il sonno dei loro bimbi.


7. Nel lettone dorme meglio? … e mamma e papà?

I neonati adorano il contatto fisico soprattutto con la mamma quindi vorrebbero stare sempre nel lettone, anche se si adattano molto bene ad essere poggiati nel lettino una volta addormentati. Dopo i primi 3/4 mesi questo cambia e diventa più difficile spostarli una volta addormentati. É qui che bisogna decidere dove si vuole che dorma il proprio figlio. É molto soggettivo. Ci sono genitori che si trovano completamente a loro agio a dormire con il piccolo nel letto. Benissimo, non c’è nessun problema. In molte culture (moltissime!) i bimbi dormono nel lettone con oltre i 10 anni. Ma se i genitori o la mamma nello specifico non è serena in questa situazione, non è il caso di sforzarsi o obbligarsi a questo tipo di riposo. Una mamma stressata, avrà purtroppo un bimbo stressato.

8. Cosa si deve fare quando un bambino si rifiuta di andare a letto quando arriva l’ora della nanna?

Più i bambini crescono, più tendono a superare il confine stabilito. Ma, per assurdo, necessitano di trovare fermezza e rigore per poter avere quella sicurezza che deriva dalla prevedibilità. Un bimbo che ogni sera può decidere quando andare a dormire sarà molto confuso e di riflesso stressato perché con punto di riferimento vaghi o comunque non sufficientemente fissi.

Non bisogna farsi sopraffare dalla stanchezza emotiva ma se si sceglie “una sola storia”, così dovrà essere ogni sera.

9. Si deve lasciare che pianga disperato, nel caso in cui non voglia saperne di mettersi tranquillo a dormire?

Cosa fare, dipende dall’età. Più sono grandi, più si può parlare insieme a loro e affrontare l’argomento, magari anche attraverso libri sull’argomento da presentare la sera. No

Se invece parliamo di neonati, sotto i 4 mesi circa non hanno orari precisi per la nanna e vanno assecondati. Verso i 6 mesi invece è possibile stabilire degli orari che i bimbi stessi rispetteranno perché abitudinari per natura. Solo verso i 2/3 anni comparirà il rifiuto della nanna, come descritto dalla tua domanda..

10. Un doudou può servire?

Si, molto. Il doudou è il cosiddetto oggetto transazionale. Oltre a diventare veicolo olfattivo (odore della mamma) che rassicura, diventa il primo amico con cui si crea un legame di affetto sincero da parte del bambino. Porterà con sé un immediato effetto calmante nel bambino e dall’altra parte non creerà dipendenza come un ciuccio. Sebbene qualsiasi oggetto possa diventare un oggetto transazionale, è preferibile scegliere un doudou semplice e di materiali naturali.

11. Se si è alle prese con un bambino che dorme poco e male, in che modo ci si deve comportare per risolvere la situazione?

In modo attivo. Non si è obbligate a sopportare. Se si è serene con questa situazione, benissimo, ma se si vive male si può agire in modo attivo e consapevole. È possibile intraprendere percorsi personalizzati per risolvere ogni tipo di problema inerente ad una mal-educazione al sonno.

12. si può fare ricorso a rimedi omeopatici per farlo dormire? Se si cosa consigli?

Si, si può, dopo i primi mesi e sotto la prescrizione del proprio pediatra.

Non lo consiglio però. La melatonina è naturalmente prodotta dal nostro corpo, per esempio. Darne un surplus funziona, è indubbio. Ma aiuta solo per quanto riguarda l’addormentamento; dopo 4h circa, il suo effetto svanisce e il bimbo continuerà ad avere notti agitate. Sono rimedi palliativi che io andrei ad evitare se non per situazioni particolari e per brevi periodi.

13. Ci sono altri rimedi che possono favorire la buona nanna, ad esempio il classico latte caldo?

La poppata serale rilassa e predispone al sonno. Che sia al seno o al biberon, è un buon consiglio. Un’altra strategia può essere quella di associare uno stimolo sonoro (un carillon per esempio) alle coccole per-nanna sempre per riuscire a rafforzare la capacità di previsione dei bambini. Anche durante i risvegli potrà essere acceso e con il tempo diverrà esplicativo della frase “è ancora ora di fare la nanna”.

Ringrazio nuovamente Alma per il suo tempo e la sua gentilezza rinnovo l’invito alle nostre lettrici a visitare il sito www.dolcenanna.it nel caso in cui volessero approfondire il tema o contattare direttamente l’autrice che trovate anche su IG @dolcenanna_consulente  e su FB@ dolcenannaconsulente

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