Il Pavimento pelvico questo sconosciuto …

Il Pavimento pelvico questo sconosciuto …

Anni fa andai dal fisioterapista perché avevo male alla schiena e non riuscivo a farmelo passare nemmeno con la ginnastica posturale. Durante la visita ad un certo punto mi dice, “col suo permesso ora esploriamo il pavimento pelvico esterno”. Premetto che tutto mi sarei aspettata meno che mettesse le mani dove le ha messe!
Ora, a parte lo sciocco imbarazzo iniziale, grazie ai miei problemi alla schiena ho avuto modo di scoprire di avere un pavimento pelvico e conoscerne la collocazione.
Certo abbiamo più familiarità con una mano o con un braccio, sicuramente più visibili di questa zona “nascosta” del nostro corpo, ma le implicazioni culturali e il pudore sociale ne hanno fatto una specie di tabù visto lo stretto legame funzionale con la minzione, la defecazione e la sessualità femminile.

Dal punto di vista anatomico il pavimento pelvico rappresenta la chiusura dell’area genito-urinaria anale. Si tratta della parte terminale ed inferiore del bacino, che sostiene col la sua struttura muscolare l’uretra, la vescica, la vagina fino all’apparato ano-rettale. Detto così viene da chiedersi, e allora? Come faccio a capire cos’è e dov’è?
Provate a fare pipì e poi, prima di aver finito, trattenete interrompendo il flusso … ecco quelli che avete usato sono i muscoli del pavimento pelvico, la parte esterna si chiama invece perineo.

Per ogni donna allenare questi muscoli è estremamente importante perché attraverso l’allenamento del pavimento pelvico si riduce l’incontinenza urinaria, si alleviano i dolori vaginali e l’anorgasmia durante il rapporti e ultimo, ma non perché meno importante, si contribuisce ad un parto naturale più sano e sereno. E qui arriviamo al punto.

La gravidanza può mettere a dura prova la resistenza di questi muscoli poiché nel corso dei 9 mesi avvengono una serie di cambiamenti fisiologici di notevole entità: le variazioni ormonali rendono le strutture del nostro corpo più elastiche e quindi più rilassate; l’assetto posturale muta con lo svilupparsi del pancione e spostando il baricentro in avanti si inarca la schiena alterando la capacità di contrarre i muscoli pelvici; il peso del bambino sviluppa una pressione verso il basso soprattutto sulla vescica ecco perché man mano che la gravidanza avanza si deve fare pipì ad ogni piè sospeso.

La ricetta per aiutare il nostro corpo a prepararsi e a riprendersi è solo una, fare ginnastica per rinforzare questi muscoli prima e dopo il parto. Io personalmente consiglio lo yoga che combina la respirazione consapevole agli esercizi dedicati a questi muscoli …

Attenzione … Molte donne volendo riacquistare la forma fisica dopo la gravidanza si concentrano sugli addominali non sapendo che ciò facendo rischiano di indebolire ulteriormente i muscoli del pavimento pelvico poiché, spingendo il diaframma, spingono verso il basso tutti gli organi sottostanti che andranno a pesare sul perineo. Dopo il parto bisognerebbe dedicare almeno tre mesi alla rieducazione del pavimento pelvico prima di concentrarsi sugli addominali.

Già negli anni ’50 il ginecologo americano Arnold Kegel, comprendendo l’importanza di questi muscoli per prevenire il prolasso degli organi pelvici e rimediare a disturbi come l’incontinenza, mise a punto una serie di esercizi per rinforzare il perineo.

Di fatto gli Yogi praticavano questo tipo di esercizi già centinaia e centinaia di anni fa. L’esercizio yoga dedicato a queste fasce muscolari si chiama Mula Bandha che letteralmente significa “chiusura della radice”. Questo è un esercizio che oltre a migliorare il recupero dei muscoli del pavimento pelvico ha molti altri benefici: aiuta a migliorare la postura, aumenta la capacità polmonare e la flessibilità della colonna vertebrale.
Bastano cinque minuti al giorno … Concentrati attraverso la respirazione sulla zona perineale controllando quando inspiri e rilassando quando espiri.

Tre semplici passi …

  1. Inspira e contrai il perineo (Mula Bandha)
  2. contrai gli addominali, rientrando la pancia
  3. espirando e rilassa

buona pratica.

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